Perchè la Formula 3
Fin dagli anni Sessanta, la Formula 3 rappresenta il naturale trampolino di lancio dei giovani piloti verso i vertici del professionismo.
Basta scorrere l'elenco dei campioni nazionali per trovare nomi ricorrenti nelle categorie di punta dell'automobilismo, in anni immediatamente successivi.
Gli esempi dei nostri giorni sono, tra gli italiani, Giancarlo Fisichella e Jarno Trulli, ma anche Michael Schumacher e Mika Hakkinen, fino a Jenson Button, Lewis Hamilton, Sebastian Vettel.
Per i giovani che provengono dal kart o dalle monoposto addestrative (F.Renault, ecc...), la Formula 3 rappresenta una tappa obbligata della formazione, dal punto di vista tecnico e dell'acquisizione di esperienza, nonché un importante palcoscenico.
Le caratteristiche delle vetture e le problematiche da affrontare sono paragonabili a quelle della F.1 e sono fondamentali per lo sviluppo e per l'affinamento delle potenzialità del pilota, per la sua crescita complessiva, per la preparazione al grande salto. Il recente sviluppo dei sistemi di acquisizione dati ha consentito ai tecnici di portare al massimo grado la competitività delle vetture, di confrontarsi con i piloti utilizzando riscontri oggettivi per raggiungere la messa a punto ottimale, di insegnare loro a servirsi di uno strumento la cui padronanza è bagaglio essenziale per il professionista, e di fornire indicazioni per migliorare la guida.
Costituire il primo passo del professionismo ad alto livello non impedisce alla categoria di accogliere quei piloti che non hanno l'interesse primario di intraprendere la carriera internazionale, ma possono compiere un'esperienza assolutamente unica ed appagante.
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